sabato 7 maggio 2011

Furgone Attrezzato

Il nostro furgone, attrezzato di materiali  idraulici, ci consente  una volta arrivati da Voi di fare subito la riparazione, senza doverci recare nei magazzini per acquistare il materiale necessario.


sabato 23 aprile 2011

Eliminare il Calcare

I depositi di calcare, rappresentano un problema costante e comune per tutti coloro che vogliono salvaguardare il proprio impianto idraulico , tanto che rimuoverlo può trasformarsi in una vera e propria impresa. Il lato negativo del calcare (ammesso che ce ne sia uno positivo), è che si va ad annidare nei posti più svariati, dalle piastrelle ai sanitari, rubinetti, diffusori da doccia, caldaie, lavatrici, lavastoviglie causando danni spesso irrimediabili.
Come comportarsi nei casi più estremi senza farsi prendere da una crisi di nervi? Le soluzioni sono svariate e, si può addirittura procedere con prodotti chimici specifici; ma le soluzione più rapida e meno costosa stà nel montaggio di un filtro elettrofisico in bassa tensione, capace di risolvere gli effetti della precipitazione del carbonato di calcio presente nell'acqua, mediante un campo elettrico variabile con frequenze tipiche delle onde radio.
Questo prodotto è installabile nelle condutture di acqua ed è in grado di abbattere del 95% la carica batterica e di disgregare le incrostazioni calcaree preesistenti.

  • mantiene soluto il bicarbonato di calcio fino a circa 70°C; oltre tale temperatura dà luogo a microscopici cristalli di aragonite che, rimanendo in sospensione, non permettendo la formazione nelle tubazioni dell’impianto di depositi compatti e fortemente aderenti di calcare;
  • abbatte del 95% la carica batterica eventualmente presente nell’acqua;
  • disgrega rapidamente le incrostazioni calcaree presenti in qualsiasi impianto idraulico, indipendentemente dalla sua peculiarità tecnica e dalla sua destinazione.
Questo apparato elettrofisico è di facile montaggio, ha un costo molto minore rispetto ad un addolcitore, ha un ingombro minimo e non necessita del sale come l'addolcitore.

 la Ditta Idraulica Pistolesi monta già da tempo questo prodotto e può garantire il suo funzionamento e la sua riuscita nell'eliminazione del calcare.

mercoledì 2 marzo 2011

Stasatura, disotturazione e pulizia scarichi domestici

Idraulica Pistolesi offre un servizio di disotturazioni scarichi  domestici a Siena e provincia. Le tubazioni otturate creano diverse problematiche per nulla piacevoli. Se lo scarico viene otturato completamente, l’acqua di scarico non può scendere con conseguenze anche di allagamento. L’acqua, per di più acqua di scarico, è un problema da risolvere immediatamente.

Ma non è il caso di ricorrere a soluzioni provvisorie. I prodotti chimici acquistabili privatamente risolvono il problema solo in apparenza e spesso creano danni permanenti agli scarichi. È meglio disotturare le tubazioni a fondo e in modo che il problema non si ripeta, o almeno non si ripeta ad un intervallo di tempo abbastanza breve.

Idraulica Pistolesi provvede ad eseguire disotturazioni tubazioni, WC, bidet, lavabi, vasche, docce, lavelli da cucina e colonne.
Idraulica Pistolesi si avvale di Ridgid K50, macchina a cavi frazionabili e a tamburo per la disotturazione di scarichi e fognature. Questa attrezzatura è fornita di cavi della lunghezza variabile da 7 a 10 metri, che possono andare a disotturare e pulire in profondità la tubazione senza danneggiarla.

martedì 1 marzo 2011

10 regole per risparmiare acqua

1. Chiudi il rubinetto mentre ti lavi i denti, ti radi o fai lo shampoo. Evitare di consumare acqua inutilmente è la principale fonte di risparmio. Il rubinetto del tuo bagno ha una portata di oltre 10 litri al minuto, se lo lasci aperto mentre ti lavi i denti, più di 30 litri di acqua potabile se ne fuggono per lo scarico e arrivano al depuratore senza averne bisogno. Quando ti radi raccogli l'acqua nel lavandino per sciacquare il rasoio, un rubinetto aperto non aumenta l'efficienza della rasatura. Mentre massaggi i capelli con lo shampoo o il balsamo, chiudi il rubinetto, eviterai un inutile spreco.

2. Un rubinetto che gocciola innervosisce.
Ma soprattutto spreca migliaia di litri d'acqua. Una corretta manutenzione dei rubinetti di casa fa risparmiare acqua e denaro. Al ritmo di 90 gocce al minuto si sprecano 4.000 litri di acqua in un anno. Controllare se i rubinetti o la cassetta del water hanno una perdita è semplice. Durante la notte o di giorno, quando sei al lavoro, metti sotto il rubinetto un piccolo contenitore (attento a non chiudere lo scarico!), dopo qualche ora potrai rilevare anche una minima perdita. Nella cassetta del water puoi vuotare, prima di andare a dormire, una boccetta di colorante alimentare (è lavabile e non fa danni!). L'eventuale colorazione delle pareti del water, o dell'acqua sul fondo ti segnalerà una perdita. Una corretta manutenzione dei rubinetti di casa fa risparmiare acqua e denaro.

3. Uno scarico del water che permette di regolare il flusso dell'acqua, fa risparmiare migliaia di litri l’anno. Oltre il 30% dell'acqua che consumi in casa esce dallo scarico del tuo WC. Ogni volta che premi il pulsante "ti bevi" 10-12 litri di acqua. Installare una cassetta di scarico dotata di doppio tasto, o di regolatore di flusso, che eroga quantità di acqua diverse secondo il bisogno, permette di risparmiare decine di migliaia di litri di acqua in un anno. Prima di questo intervento, anche inserire nella cassetta dello scarico un mattone, o una bottiglia piena d'acqua, facendo attenzione a non ostacolare il galleggiante e il meccanismo di scarico, ti può fare risparmiare parecchi litri d'acqua.

4. Non lavare troppo spesso l'auto e quando lo fai usa il secchio.
L'acqua merita un destino migliore. Quando puoi riduci i lavaggi e usa sempre il secchio invece dell'acqua corrente: bagnare la carrozzeria, insaponare l'auto e risciacquarla, puoi farlo ottenendo un ottimo risultato
sprecando meno acqua. Se ti rechi ad un autolavaggio, quando chiedi se lavano i tappetini o se usano una cera naturale, ricordarti anche di chiedere se l'impianto ha il ricircolo o il recupero dell'acqua. Avere risparmiato acqua sarà il tuo miglior risultato.

5. Alle tue piante servono tante cure.
Non tanta acqua. Innaffia il giardino con parsimonia e sempre verso sera: quando il sole è calato, l'acqua evapora più lentamente e non viene sprecata ma
assorbita dalla terra. Aggiungi abbondante pacciamatura, proteggerà you energy saving Le 10 regole per usare l’acqua con intelligenza, risparmiare denaro e salvaguardare l’ambiente. le tue piante dalla siccità e dall'arsura. Quando puoi raccogli l’acqua piovana, ancora oggi, alle piante piace molto. Se vai orgoglioso del tuo pollice verde mostrati all'avanguardia: per il tuo giardino scegli piante meno bisognose di acqua (piante xerofile) einstalla un sistema di irrigazione "a goccia" (quelli con i tubi neri di plastica) programmabile con il timer, le tue piante avranno la loro giusta razione di acqua e anche la tua bolletta ne riceverà un beneficio.

6. Montare un semplice frangigetto può farti risparmiare fino al 50% di acqua.

I moderni frangigetto sono semplici dispositivi che, attraverso un innovativo sistema, diminuiscono
la quantità di acqua in uscita dal rubinetto senza diminuire la resa lavante o il comfort. Costano pochi euro, possono essere acquistati in ferramenta o attraverso internet, si montano in pochi minuti sui rubinetti del bagno e della cucina: svitate il teminale di uscita dell'acqua (quello che
trattiene la reticella contro i pezzi di calcare) ed inserite questo piccolo cilindro di plastica e successivamente riavvitate il terminale. Un piccolo sforzo che costa poco ma farà risparmiare
tanto.

7. Per lavare le verdure: riempi un contenitore, lava e usa l'acqua corrente solo per il risciacquo. Se devi lavare le verdure per preparare il pranzo ricorda che un buon lavaggio non si fa lasciando scorrere su di esse molta acqua, ma riempiendo una bacinella o un altro contenitore, lasciando in ammollo le verdure perchè i residui solidi possano ammorbidirsi e sfregando abbondantemente ed energicamente ogni ortaggio con le dita. Vedrai il risparmio.

8. Usa la doccia. Puoi risparmiare fino al 75%.
Fare un bel bagno è rilassante ma richiede oltre 150 litri di acqua. Lasciarsi accarezzare dall'acqua che scende dalla doccia, strofinarsi energicamente con un guanto di crine - ricordandosi di chiudere l'acqua mentre ci si insapona - è invece tonificante e rivitalizzante, ma soprattutto richiede molta acqua in meno: mediamente tra i 40 e i 50 litri. Se hai installato anche un riduttore di flusso nella tua doccia, il risparmio sarà ancora più consistente. Tieni in forma il tuo fisico ed il pianeta. Scegli la doccia e risparmia acqua.

9. Controlla il tuo contatore a rubinetti chiusi. Una perdita nelle tubature può costare moltissimo.
La sera, prima di andare a dormire, controlla che tutti i rubinetti di casa siano ben chiusi e leggi sul contatore dell'acqua il livello di consumo raggiunto. Al mattino appena sveglio, prima di iniziare la giornata, controlla di nuovo quanto segna il tuo contatore. Una differenza anche minima significa che c'è una perdita (dallo sciacquone del WC, dai rubinetti o, più probabilmente, dalle tubature) che non solo spreca acqua inutilmente - un foro di un millimetro in un tubo perde oltre 2.300 litri d'acqua potabile al giorno - ma potrebbe causare danni peggiori alle strutture della tua abitazione danneggiando muri, solai e rivestimenti.

10. Diffondi con I tuoi amici o parenti la cultura ambientale. Il tuo contributo al risparmio dell’acqua può avvenire anche grazie al sostegno a chi è impegnato a promuovere e mettere in atto azioni di salvaguardia dell’ambiente. Segnala sempre alle autorità specializzate quando vedi dei tubi rotti o degli idranti aperti. Non essere timoroso nel far notare eventuali perdite d’acqua o sprechi
ai tuoi amici o ai membri della tua famiglia. Avrebbero dovuto entrare in sintonia con questo modo di fare già molto tempo fa senza che glielo facessi notare tu!

sabato 26 febbraio 2011

Certificato di conformità dell' impianto idraulico

Il certificato di conformità è la dichiarazione finale con cui l'installatore del vostro impianto idraulico certifica la corretta esecuzione dell'installazione stessa secondo la regola d'arte, ossia rispettando e seguendo completamente le normative vigenti. È un documento essenziale e deve essere sempre presente in un edificio, uno per ogni impianto ( idro-sanitario, termico, ecc.), e sono solitamente presentati insieme alla domanda di agibilità dell'edificio. L'installatore deve possedere i requisiti previsti dalla legge e con questo documento si assume la responsabilità che l'impianto risponda alle vigenti normative tecniche italiane ed europee e a tutte le leggi in materia tecnica. La ditta Idraulica Pistolesi di Pistolesi Massimiliano possiede tutti I requisiti previsti per legge ed è perciò autorizzata al rilascio dicertificati di conformità per impianti idraulici. Inoltre effettuiamo riparazioni Idrauliche a domicilio, impianti idraulici, installazione e manutenzione impianti a gas, impianti di condizionamento d'aria  e molto altro ancora. 
Contattateci dunque per conoscere l'intera nostro offerta produttiva, ottenere informazioni aggiuntive o richiedere un preventivo gratuito: la Ditta Idraulica Pistolesi è a vostra completa disposizione.

lunedì 7 febbraio 2011

Caldaia a condensazione

Le caldaie a condensazione sono le caldaie più moderne ed ecologiche oggi esistenti. Riescono infatti a ottenere rendimenti molto elevati grazie al recupero del calore latente di condensazione del vapore acqueo contenuto nei fumi, come pure riduzioni delle emissioni di ossidi di azoto (NOx) e monossido di carbonio (CO) che possono raggiungere il 70% rispetto agli impianti tradizionali.

Differenze con le caldaie tradizionali

Le normali caldaie, anche quelle definite "ad alto rendimento" (rendimento è nell'ordine del 91-93%, riferito al potere calorifico inferiore), riescono infatti a utilizzare solo una parte del calore sensibile dei fumi di combustione a causa della necessità, prettamente tecnica (deperimento caldaia), di evitare la condensazione dei fumi. Il vapore acqueo generato dal processo di combustione (circa 1,6 kg per m³ di gas) viene quindi disperso in atmosfera attraverso il camino: la quantità di calore in esso contenuta, definito calore latente, rappresenta ben l'11% dell'energia liberata dalla combustione ma non riesce a essere recuperata. La caldaia a condensazione, invece, può recuperare una gran parte del calore latente contenuto nei fumi espulsi attraverso il camino. La particolare tecnologia della condensazione consente infatti di raffreddare i fumi fino a farli tornare allo stato di liquido saturo (o in taluni casi a vapore saturo umido), con un recupero di calore utilizzato per preriscaldare l'acqua di ritorno dall'impianto. In questo modo la temperatura dei fumi di uscita (che si abbassa fino a 40 °C) mantiene sempre lo stesso valore della temperatura di mandata dell'acqua, ben inferiore quindi ai 140~160 °C dei generatori ad alto rendimento e ai 200~250 °C dei generatori di tipo tradizionale.
I fumi scaricati a bassa temperatura non permettono il tiraggio naturale del camino e vanno espulsi grazie alla prevalenza del bruciatore (e del ventilatore) della caldaia; abbiamo quindi una linea fumi in pressione che deve essere perfettamente a tenuta rendendo problematico lo scarico di più caldaie in un unico camino.

 

Rendimento [modifica]

Nelle brochure tecniche dei differenti produttori di caldaie a condensazione solitamente si legge che esse raggiungono rendimenti superiori al 100%. Tali valori, che sono fisicamente impossibili, non indicano alcuna violazione dei principi basilari della Termodinamica ma conseguono da un calcolo del rendimento volutamente "errato": esso infatti è basato sul potere calorifico inferiore del combustibile utilizzato anziché sul potere calorifico superiore (come invece si dovrebbe fare,
essendoci condensazione del vapore acqueo dei fumi) in modo da ottenere dei valori che siano omogenei e, quindi, confrontabili con i rendimenti delle caldaie tradizionali.

Raccolta e smaltimento della condensa [modifica]

Viste le basse temperature dei fumi le caldaie a condensazione possono utilizzare canne fumarie in polipropilene, la miglior soluzione per evitare problemi di corrosione dei tubi dovuti alla condensa acida. Esse necessitano anche di un tubo per lo scarico dell'acqua di condensa, acida, che si forma durante il loro funzionamento e che convoglia detta condensa in un'apposita vaschetta di raccolta (anche detto pozzetto di raccolta della condensa). In particolare, la norma UNI 11071 ("Criteri di progettazione, d’installazione, di messa in servizio e di manutenzione degli impianti domestici e similari che utilizzano gas combustibili, asserviti ad apparecchi a condensazione ed affini di portata termica nominale non maggiore di 35 kW"), prevede la presenza di due impianti di smaltimento distinti: uno per eliminare la condensa proveniente dalla caldaia stessa e uno per eliminare la condensa proveniente dal sistema di scarico dei fumi.
In merito alle caratteristiche della condensa scaricata nei sistemi di raccolta, ci si deve riferire sempre alla norma UNI 11071, che regolamenta appunto anche le caratteristiche degli scarichi per caldaie con potenza inferiore a 35 kW di modo che essi rientrino entro i limiti di legge indicati nei Dlgs 155/1999 e Dlgs 258/2000 per lo scarico in acque superficiali.
Nella UNI 11071 si distinguono i due seguenti casi:
  • Installazione di una caldaia in un locale per uso abitativo: per utilizzi civili non si rendono necessari particolari accorgimenti essendo i condensati abbondantemente neutralizzati dai prodotti dei lavaggio e degli altri scarichi domestici (tali scarichi infatti possiedono una notevole basicità ed inoltre hanno la capacità di formare nelle condutture dei depositi con proprietà tampone rispetto agli acidi).
  • Installazione di una caldaia in un locale per uso ufficio: nel caso in cui l'ufficio, asservito ad un apparecchio singolo, abbia un numero di utenti minore di 10, è opportuna l'installazione di un neutralizzatore di condense. Nel caso in cui il numero di utenti sia maggiore di 10, valgono le stesse considerazioni adottate per l'installazione in appartamento ad uso abitativo.

Vantaggi economici [modifica]

  • Si raggiungono risparmi nell'ordine del 15~20% sulla fornitura di acqua calda a 80 °C, e del 20~30% a 60 °C.
  • Le prestazioni migliori sono quelle a carico parziale, ovvero il riscaldamento di un edificio, dove con radiatori tradizionali consentono risparmi del 25~30%
  • Esprimono il massimo delle prestazioni (risparmi del 40% e oltre) quando vengono utilizzate con impianti che funzionano a bassa temperatura (30~50 °C), come ad esempio con impianti radianti (pannelli a soffitto, serpentino a pavimento o serpentino a parete).
  • Quando si sostituisce una caldaia tradizionale con una a condensazione è possibile sceglierne una di potenza nominale minore. Se si completa il sistema con l'integrazione di pannelli solari, e si aggiunge il risparmio che proviene dall'utilizzo dell'energia solare (25~30% medio), è possibile notare che dalla combinazione di pannelli solari e caldaia a condensazione si ottengono risparmi sull'ordine del 50~60%.

domenica 6 febbraio 2011

Come sono fatti i gabinetti delle navette e delle stazioni spaziali?

Innanzi tutto sono molto, molto costosi. Nel 2007, infatti è stato acquistato in nuovo wc per la Stazione Spaziale Internazionale ISS alla modica cifra di 19 milioni di dollari, cioè quasi 14 milioni di euro. Questo gioiello tecnologico è stato montato in occasione dell'allargamento della stazione, nel 2009. Il vecchio sistema di smaltimento dei rifiuti organici aveva dato segni di cedimento, tanto che tra maggio e giugno 2008 gli astronauti sono dovunti rimanere due settimane con il gabinetto mal funzionante a causa della mancanza di un pezzo di ricambio: quasi come succede nelle nostre case! Lo sciacquone ha infatti smesso di funzionare e i numerosi tentativi di riparazione sono andati tutti a vuoto. L'unica soluzione è stata farsene inviare dalla terra uno nuovo.
Ma come funziona questo wc spaziale?
Al contrario dei modelli precedenti, questo, se non altro, ha l'aspetto di un gabinetto: una porta si apre su una nicchia appartata dove è sitemata una tazza non del tutto diversa a quelle a cui siamo abituati. Certo, in assenza di gravità stare seduti sulla tazza non è così scontato ed ecco allora spiegata la presenza di particolari "cinture di sicurezza" adatte allo scopo.
I canali di scolo del wc sono tenuti ad una pressione leggermente inferiore a quella dell'ambiente esterno in questo modo i prodotti fisiologici vengono risucchiati ed immagazzinati in contenitori stagni. Qui inizia un sofisticato processo di depurazione che ha come scopo finale quello di trasformare l'urina in acqua potabile

giovedì 27 gennaio 2011

Il rubinetto nella Storia

I primi rubinetti archeologicamente attestati sono le "valvulae" di epoca romana. Si tratta di rubinetti del tipo “a maschio”, in cui la rotazione un cilindro forato consente o impedisce il passaggio dell’acqua.

A seguito dello sviluppo dell’ampia rete di acquedotti che rifornivano le città e la numerosa popolazione, si sviluppò una fiorente attività industriale legata alla produzione di rubinetti (valvulae), tubi di piombo (fistulae), ma anche vasche, stufe per riscaldare l’acqua (boiler), ecc..
In epoca romana sono attestati anche alcuni esempi di “miscelatori”, come quelli esposti in mostra, con cui era possibile erogare acqua fredda o, alternativamente, acqua calda. La miscelazione dell’acqua alla temperatura desiderata avveniva nella vasca sottostante, mentre dalla vasca l'acqua usciva fredda o bollente.

Con la fine dell’impero romano e il collasso della rete degli acquedotti, in epoca medievale e moderna i rubinetti erano utilizzati soprattutto per regolare il flusso dei liquidi da recipienti.
Si trattava ancora di rubinetti “a maschio” cilindrico, ma le dimensioni erano usualmente ridotte. Essi infatti erano applicati a piccoli recipienti in legno o metallo (acquamanili, samovar, ecc.), sospesi o trasportati secondo le necessità, oppure a piccole vasche a muro.
Abbastanza frequente, nelle chiese maggiori, era l’uso di collocare una vasca, munita di due rubinetti, sopra un grande lavabo, per gli usi liturgici.
Talora, quando erano applicati a grandi botti per il vino e la birra, i rubinetti potevano raggiungere dimensioni consistenti.

L’invenzione del rubinetto a vite è attribuita al mercante inglese di ferramenta Thomas Grill nel 1800. Con questo dispositivo fu possibile graduare, per la prima volta, il flusso dell'acqua.
Questo sistema, utilizzato ancora oggi, trovò larga applicazione soprattutto con l’allacciamento delle abitazioni alla rete della distribuzione idrica, in quanto offriva migliori prestazioni di tenuta sotto pressione.

Nel 1975 iniziò la commercializzazione dei primi miscelatori monocomando a dischi ceramici. Precedentemente erano stati studiati e commercializzati miscelatori termostatici basati su tecnologie meccaniche differenti.

Il rubinetto a vite e quello a maschio non sono stati, comunque, soppiantati dal miscelatore monocomando a dischi ceramici.
Il sistema a maschio, nelle migliorate forme del maschio conico o a sfera, trova ancora largo impiego sia in ambito enologico che in varie applicazioni delle valvole per gli impianti di distribuzione per liquidi e gas.

giovedì 6 gennaio 2011

Idraulica e fantascienza: Dune

Tutti gli scienziati sono concordi nel dire che la disponibilità d’acqua potabile sarà uno dei maggiori problemi del futuro. Questa tematica così scottante non poteva sfuggire agli autori di fantascienza, quella branca della letteratura che cerca di immaginare il futuro, prevedendone problematiche e dinamiche sociali.

Proprio il problema dell’accesso all’acqua è al centro di una delle più famose saghe di fantascienza: il Ciclo di Dune. I romanzi di Herbert sono infatti ambientati su un pianeta totalmente desertico, Dune, dove trovare e sfruttare ogni fonte d’acqua è essenziale. Gli abitanti del pianeta sono addirittura costretti a muoversi indossando particolari tute che riducono al minimo la dispersione di umidità e riciclano l’acqua espulsa dai corpi.

Quello che non tutti, neppure tra i lettori di questi romanzi, sanno, è che in Dune c’è molta più scienza che fantascienza. L’autore, Herbert, prima di iniziare la stesura dei libri ha infatti studiato le maggiori zone aride del nostro pianeta, collaborando con gli scienziati in prima linea contro la desertificazioni e impegnati nello studio dello sfruttamento delle risorse idriche nelle zone estreme. Quasi tutti i sistemi descritti nel romanzo con cui gli abitanti di Dune si approvvigionano e conservano l’acqua sono realmente utilizzati in Arabia e nelle zone a rischio di desertificazione degli Stati Uniti. Le stesse fantascientifiche tute dei nativi di Dune derivano da prototipi effettivamente allo studio.

Insomma, il pianeta Dune non è lontano anni luce, anzi, è già qui sulla terra.